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La distribuzione del lupo nel Lazio (2007)


di Michelangelo Miranda


La parte prima di questa tesina, l’ho dedicata ad una descrizione dei caratteri generali del lupo italico, dalla sua biologia alla sua distribuzione nei diversi periodi storici, dalle sue abitudini comportamentali ai vari metodi di studio della popolazione, dalle principali fonti di minaccia cui è soggetto, agli interventi ritenuti necessari per la sua tutela, ecc… In questo caso, il mio lavoro si è espresso in una specifica ricerca di materiale informativo, e nello sforzo di trovare un giusto compromesso tra esaustività e sintesi, nella riesposizione di quanto appreso. Come parametro di autorevolezza riguardo le fonti cui ho attinto conoscenza, ho considerato la partecipazione diretta, o la citazione in queste, del Professore Luigi Boitani.



Nella parte seconda, invece, ho cercato alla luce di quanto appreso dalla documentazione suddetta e con gli strumenti acquisiti dalla studio dei Principi di Conservazione della Natura, di spingermi in una interpretazione personale della distribuzione del lupo nel Lazio, da tempi storici ad oggi. Per fare ciò, ho cercato appoggio anche nell’uso di materiale più specificatamente legato ad un’analisi geografica del territorio considerato. Oggetto della mia indagine sarà l’interpretazione della persistenza nei secoli del lupo nei territori laziali della Tolfa e della Tuscia, e della recente ricolonizzazione dell’area dei Monti Lepini. In questo mio intento, cercando di indirizzare costantemente lo sguardo verso gli aspetti territoriali delle aree in questione, ho cercato sostegno in strumenti specificatamente geografici, come ad esempio l’Atlante enciclopedico d’Italia del Touring Club Italiano (per ciò che concerne un supporto cartografico, anche con riferimento alla distribuzione della vegetazione), ed altra cartografia su scala regionale, inerente alla densità di popolazione, alle vie di comunicazione ed ai centri abitati, come alle tipologie ed alla distribuzione delle aree protette del Lazio. Con riferimento a quest’ultime, mi sono avvalso, anche per arricchirmi ora di informazioni più strettamente legate alla ecologia del lupo, della consultazione del Web GIS della Rete Ecologica Nazionale Italiana, curato dal laboratorio di Conservation GIS del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Università di Roma La Sapienza. Qui, tramite un motore di ricerca, ho potuto rilevare in quali aree protette della regione, il lupo è considerato potenzialmente presente, e quale sia l’estensione ed il grado di compatibilità ambientale del luogo considerato, con l’animale (i dati ricavati, non derivano da checklist di specie ma da modelli di distribuzione, realizzati entro gli areali geografici noti delle specie, basati sull’ idoneità ambientale, e validati con dati di presenza. Per questa ragione i risultati delle ricerche devono essere letti esclusivamente come stime della potenzialità di presenza). Il Canis lupus è risultato presente come prevedibile, nei principali Parchi appenninici (nel P.Naz.A.L.M., nel P.Reg.Nat.Monti Simbruini, nel P.Reg.Nat.Monti Lucretili, e nella Ris.Nat.Reg.Lago di Canterno), e nella Tolfa, presso Tuscania, nel P.Reg.Marturanum, e sui Monti Lepini. Da altre fonti (sulla cui attendibilità non ho piena garanzia), risulterebbe anche essersi spinto sui Monti Prenestini, eccezionalmente sui Colli Albani, e sui Monti Ausoni.



Areale di distribuzione del lupo. 1900 - 1973


tra le righe…Quante cose in meno sapevo riguardo alla presenza dei lupi nella mia regione, quando due anni fa rimasi tanto meravigliato e quasi incredulo, nonché triste, nel sapere da un quotidiano, forse poteva trattarsi del Messaggero del 19 Gennaio del 2005, del ritrovamento su una via dei Colli Albani, forse quella che attraversa i Pratoni del Vivaro, del cadavere di un povero cucciolo di lupo, investito ed ucciso da un qualche veicolo a motore. Questa notizia, di cui ancora oggi non posso garantire la veridicità, mi ha ispirato nella scelta della stesura di questa tesina, dandomi la possibilità di conoscere e percepire meglio una creatura segretamente compagna dell’uomo, sin dall’antichità.






per ulteriori informazioni su questo lavoro scrivete a: michelangelo.mir@libero.it

 
michelangelo_conservazione/la_distribuzione_del_lupo_nel_lazio.txt · Ultima modifica: 2008/09/15 19:22 da studentigeografi · []
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